Archivio Pagina 2

In edicola con «Il Secolo XIX»

Nuovissima edizione supereconomica in edicola dal 24 giugno in abbinamento al «Secolo XIX».

Quattro euro e novanta + il prezzo del quotidiano.

Poca spesa tanta resa?


Booktrailer, che sorpresa!

La Biblioteca delle Oblate di Firenze, in collaborazione con Rai Educational e il coordinamento Stas’ Gavronski, ha organizzato un seminario per i giovani interessati a realizzare booktrailer, e tra i libri scelti c’è anche L’amante di città. Ho partecipato alla presentazione dei lavori lo scorso 29 maggio, insieme a Marco Vichi.

La sorpresa è nel fatto che il booktrailer non si riduce, come pensavo e come sta scritto un po’ dappertutto sul web, ad una sorta di videospot per un libro. In realtà può essere una vera e propria occasione di ripensamento e “riscrittura” con mezzi alternativi, un’opportunità di riflessione sul libro che, da quel che ho visto, credo possa risultare molto coinvolgente per il lettore.

E se c’è un po’ di passione – a Firenze c’era – i risultati sono efficaci. Appena capisco come fare tecnicamente pubblicherò sul blog il bel booktrailer realizzato dai giovani fiorentini. Intanto li ringrazio.

L’altro 2 giugno

A Limena, il giorno della festa della Repubblica,  niente parate militari.  Niente carri armati, marce, soldati, gradi, autorità.

In marcia nei boschi, salendo in gruppo alla Rocca dove la Festa quest’anno si svolge, il bambino di una coppia di amici marocchini vede due asini che pascolano in un prato.

Il prossimo settembre farà la prima media. Me lo ricordo due anni fa, un’eternità, per un bambino: al tavolo di cucina, i quaderni davanti, compitava orgoglioso la parola gracidio.

In marcia, indica a tutti gli asini, saputo. «Saranno gli amici gli amici di Pinocchio» mi spiega ridendo.

Resto senza parole.

Questo non lo trovate nel programma della festa. Ma dà un’idea del clima.

Non mancate.

Dal Belvedere di Rocca Grimalda

Dal Belvedere di Rocca Grimalda

A Fahre, finalmente!

Il 4 ottobre 2007 ho presentato L’amante di città come “libro del giorno” a Fahrenheit.

Se volete ascoltare l’intervista di Marino Sinibaldi seguite il link.

Tutti i colori del giallo e poi a Monticello Brianza per La passione per il delitto


Ho partecipato alla trasmissione di Luca Crovi, negli studi Rai di Corso Sempione a Milano, insieme ad altri scrittori invitati nel pomeriggio al festival di Monticello Brianza La passione per il delitto.

Molto piacevole anche l’appuntamento nella bella villa che ospita la manifestazione brianzola. Meglio di me ne ha già dato resoconto Claudio Paglieri sul suo sito.

Off records aggiungo solo la corsa in macchina con Lorenzo Beccati – piacevolissima – per raggiungere Monticello in tempo.

La recensione di Federico Fornaro – Articolo 21

Federico Fornaro su Articolo 21 del 9 agosto 2007

Per leggere la recensione di Federico Fornaro sul sito dell’Associazione Articolo 21 segui il link

La recensione di Stefano Tettamanti – La Repubblica

Stefano Tettamanti – La repubblica – Il Lavoro – 7 agosto 2007

Penne alla genovese: un’ottima ricetta

(…) In tutto questo bendiddio di proposte così variegato per generi, registri, interessi, voci, mi pare vada a infilarsi a pennellino una scrittrice esordiente che ligure in senso stretto non è, ma che tale viene naturale considerare (non è d’attualità parlare di Limonte del resto?), vuoi perché vive a Ovada che è già Genova, vuoi perché ha studiato a Genova e collabora ai giornali cittadini, vuoi perché nel suo romanzo le tracce di genovesità sono frequenti, vuoi soprattutto perché pubblica da una casa editrice che più ligure di così non si può. Raffaella Romagnolo, con L’Amante di città (Fratelli Frilli, pp.166, euro 9), fa la sua prima apparizione nel campo della narrativa e lo fa col botto, ma un botto gentile. Il passo, il ritmo, la misura, la consapevolezza di sé la rendono un’esordiente anomala, come anomali appaiono il rispetto e l’amore dei libri che attraversano con naturalezza tutte le pagine. Un’esordiente che più che aver scritto, finora, sembra aver letto, e letto roba buona. Caratteristiche salienti: plot solido, credo intrigante anche per i lettori giallofili (non rimarranno delusi «per come va a finire»), personaggi definiti con mestiere e finezza, struttura ortodossa ma non banale, l’ambiente della provincia tratteggiato con sicurezza, divertimento e sguardo profondo, un’aria allegra, frizzante, intelligente che attraversa tutto il libro. E soprattutto la capacità, non invadente, garbata, di trasmettere al lettore il piacere di leggere da cui, sono convinto, ha preso le mosse la decisione di diventare autrice. Una decisione da condividere in pieno. Benvenuta, scrittrice ligure.

Grazie Stefano…

Davvero emozionata pubblico il bell’articolo che l’amico Stefano Danielli ha pubblicato oggi su L’Ovadese. Ringrazio di cuore.

La recensione di Vittorio De Benedictis – Il Secolo XIX

Monferrato: due delitti e un mistero

Vittorio De Benedictis – «Il Secolo XIX» - 24 luglio 2007

Sembra un investigatore americano, dolente e implacabile, curioso e mai banale mentre conduce le indagini «della vita». Ernesto De Luigi è invece un maresciallo dell’Arma: gli toccherebbe una vita investigativa da tran tran quotidiano, le piccole beghe di un piccolo paese dell’Alto Monferrato., terra di Oltregiogo, alessandrino se si guarda alle istituzioni ,a ligure, anzi genovese per tradizioni e Dna. Intorno alla figura del maresciallo della stazione di Limena (il nome è inventato, anche se in realtà esiste realmente, in un’altra regione), ruota il primo libro scritto da Raffaella Romagnolo, trentasei anni, ovadese, giornalista pubblicista che collabora al «Diario» e al «Secolo XIX». Un giallo, «L’Amante di città», sottotitolo «mistero in Monferrato», pubblicato dai Fratelli Frilli.
Al maresciallo De Luigi tocca occuparsi di due delitti, un’enormità per quella zona tranquilla e verde, lo Stura a disegnare la pianura, zone ben conosciute dall’autrice. Appena arrivato alla stazione di Limena – è il 1993 – il maresciallo si imbatte sul primo omicidio, quello di un’anziana nobildonna, ultima discendente di una famiglia che aveva vissuto agiatamente prima di perdere sostanze e prestigio. La donna viene uccisa nella vecchia casa padronale con un colpo alla testa procurato da un oggetto acuminato in legno.
Il delitto resta irrisolto. Per il carabiniere è un tarlo che gli rode dentro, fino a che dieci anni dopo, nel 2003, capita il secondo delitto: un colpo in testa con un oggetto acuminato in legno uccide anche un professore. De Luigi si rimette in moto e arriverà alla soluzione dei due casi.
Il libro (sarà presentato oggi, martedì 24 luglio alle 21.15 alla Porto Antico Libri, Palazzo Millo, Porto Antico di Genova, da Laura Guglielmi) scorre veloce, il taglio della Romagnolo è secco e avvincente. L’autrice riesce a scolpire i personaggi che entrano ben definiti nella storia: il medico legale, il pubblico ministero, lo strozzino ammanigliato politicamente, le donne. E la «donna», quella che riuscirà a rubare il cuore al protagonista.
Per la Romagnolo è un bell’esordio. Stupisce – alla prima opera – vederla padrona del meccanismo del giallo, dell’intrigo che si dipana aggiungendo ogni capitolo un tassello che porta alla verità. Si entra anche nella storia, con un carteggio – risalente agli anni del Fascismo – che chiarisce a ogni lettore qualche squarcio di verità.
E poi piace questo personaggio, il maresciallo De Luigi: intuito, profondità, lavoro, dirittura morale. Chissà che non nasca una «serie». Ancora ambientata nell’amato (Alto) Monferrato.

La recensione di Giovanni Pacchiano – Il sole 24 ore

La bibliotecaria detective

Giovanni Pacchiano- «Il sole 24 ore » – 15 luglio 2007

Basta una pagina de L’Amante di città, il romanzo d’esordio di Raffaella Romagnolo, trentasei anni, di Ovada, a mostrare che siamo di fronte a una scrittrice di valore: brillante, spiritosa, capace di rendere in poche righe i tratti e gli stati d’animo dei suoi personaggi. E però, tra le altre, una pagina è irresistibile. Quando Giovanna, una bella bibliotecaria di trentacinque anni, bionda, con uno sguardo azzurro incantatore, tocca il settimo cielo. Perché “lui”, finalmente, il maresciallo De Luigi (il protagonista), invischiato in un’inchiesta complicata – l’assassinio di un docente universitario di Storia, l’antipatico Corrado Pintore – e curato a vista da un sostituto procuratore, servitorello di politici che proteggono l’usuraio della zona, sospettato del delitto, lui, dunque, il timido, introverso Ernesto De Luigi, l’ha invitata all’«Appuntamento della Vita». A pranzo. Lei, la Giovanna, gli corre dietro da un pezzo, ma chissà perché, De Luigi stenta a fare il primo passo.
E così la bibliotecaria innamorata sta per chiudere i battenti della sala sempre deserta o quasi («gli italiani non leggono, santiddio»), quando arriva «l’Intellettuale In Vacanza». Proprio a lei doveva capitare questa piaga? Lui le chiede a raffica, in sequenza, che fine abbia fatto la Tamaro, E la Mastrocola? E Maggiani, invece? E quest’ultimo Faletti, come l’ha trovato? Vuole farsi bello e le fa perdere tempo. E’ infuriata, la Giovanna: gli risponde tra sé e sé, e senza censure. Mastrocola? «A quest’ora scolerà gli spaghetti, come tutti i cristiani». E Maggiani? Certo «all’ora di pranzo non scoccerà la bibliotecaria del suo paese che, finalmente ha avuto l’Appuntamento Della Vita. Quanto a Faletti, «a noi ci mancava giusto Faletti» (condividiamo)…
Ci diverte, in questo giallo che è anche una storia d’amore, il volare leggero dell’autrice sulla letteratura e sui nomi famosi, a buon diritto o meno, nell’opinione corrente. Ci diverte e incanta, anche, il suo rifare pari pari, con disinvoltura e un po’ di malizia, climi e scrittura di Fruttero & Lucentini (garbo, ironia, apparente svagatezza). Senza poi dimenticarsi di ammiccare a Gadda, nel costante andamento digressivo della trama. Ambientata in una cittadina di provincia: nome fittizio, Limena (non sarà per caso Ovada?) e con tanti pettegolezzi da paesone su due delitti che si sono susseguiti a distanza di dieci anni. Una vecchia nobildonna decaduta e – s’è già detto – un odioso protettore schiavo del gioco e pieno di debiti. Sono casi in apparenza scollegati, se non fosse che De Luigi indaga. E chissà che non lo aiuti la forza dell’amore.
Di proposito la Romagnolo lascia sfocata la figura del maresciallo-protagonista, di cui non dà un ritratto. E’ il romanzo di tante voci (ancora Gadda) che le interessa; il ronzio delle tante opinioni sul delitto (e sulla vita) che si affollano. Né importa che il lettore più attento, a tre quarti del romanzo, possa far centro sul colpevole. Troppo brava la Romagnolo per sporcarsi con arzigogoli: sono stile e spirito del libro quelli che contano. E molto.

« Pagina PrecedentePagina Successiva »