I Promessi Sposi e una scandalosa proposta

Questo articolo è uscito su Cultweek l’8 luglio 2017, nella rubrica Letti ieri, letti oggi.

Manzoni, per senso del dovere, due anni fa. Entrata di ruolo in un Istituto Tecnico, ho fatto i conti e ho capito che dall’ultima lettura integrale de I promessi sposi erano passati almeno vent’anni. Letti come li leggono tutti, da studente, mentre adesso ero professoressa.

E questo è il primo problema. Per quanto ben disposto possa essere l’allievo, per quanto appassionato sia l’insegnante, la prassi scolastica condiziona l’esperienza. Davanti a Don Abbondio che balbetta di paura, o giochi in difesa da adolescente in obbligo scolastico (due stupidate sulla vita, due sulle opere, gli appunti passati dalla secchiona, wikipedia il giorno prima dell’interrogazione, sullo smartphone) o giochi in attacco da docente volenteroso (note, apparato critico, la funzione del paesaggio, il narratore onniscente, il tema del coraggio, l’ironia, i più illuminati tra noi organizzano laboratori sul testo). Studente o insegnante: mai lettore. Povero Manzoni. Continua a leggere


la masnà su Le Monde

Questa recensione è uscita su Le Monde il 31 marzo 2017

La libération des Italiennes
1995 est le point de départ et d’arrivée de cette saga italienne.
Entre les deux : l’histoire d’une famille dans le Piémont rural,
celle des Francesi, qui se définit par ses hommes mais que
l’auteure choisit de raconter par ses femmes. Tour à tour, le
roman épouse le regard d’Emma Bonelli, paysanne mariée à
12ans au fils boiteux des Francesi; de sa fille, Luciana, puis de
sa petite-fille, Anna. Une fresque au féminin qui, parcourant
l’Italie des années 1930 à 1990, conduit de vexations en obligations
conjugales, de travail acharné en rêves tronqués, mais
s’achèvera, grâce à Anna, par l’indépendance qui manquait à
ce sexe. Car c’est bien l’histoire d’une liberté à conquérir que
conte Raffaella Romagnolo. Continua a leggere


una storia da raccontare

Se sei uno scrittore, e se cresciuto da queste parti, la Resistenza ti viene addosso come una montagna. E quella della cascina Benedicta è una storia da raccontare. Ho cominciato a farlo qui.

Il reportage, realizzato dal regista Antonello Savoca, è andato in onda all’interno del programma Quante storie di Rai Tre il 2 marzo 2017.


buon viaggio, masnà

la-masna-fr


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