La recensione di Vittorio De Benedictis – Il Secolo XIX

Monferrato: due delitti e un mistero

Vittorio De Benedictis – «Il Secolo XIX» – 24 luglio 2007

Sembra un investigatore americano, dolente e implacabile, curioso e mai banale mentre conduce le indagini «della vita». Ernesto De Luigi è invece un maresciallo dell’Arma: gli toccherebbe una vita investigativa da tran tran quotidiano, le piccole beghe di un piccolo paese dell’Alto Monferrato., terra di Oltregiogo, alessandrino se si guarda alle istituzioni ,a ligure, anzi genovese per tradizioni e Dna. Intorno alla figura del maresciallo della stazione di Limena (il nome è inventato, anche se in realtà esiste realmente, in un’altra regione), ruota il primo libro scritto da Raffaella Romagnolo, trentasei anni, ovadese, giornalista pubblicista che collabora al «Diario» e al «Secolo XIX». Un giallo, «L’Amante di città», sottotitolo «mistero in Monferrato», pubblicato dai Fratelli Frilli.
Al maresciallo De Luigi tocca occuparsi di due delitti, un’enormità per quella zona tranquilla e verde, lo Stura a disegnare la pianura, zone ben conosciute dall’autrice. Appena arrivato alla stazione di Limena – è il 1993 – il maresciallo si imbatte sul primo omicidio, quello di un’anziana nobildonna, ultima discendente di una famiglia che aveva vissuto agiatamente prima di perdere sostanze e prestigio. La donna viene uccisa nella vecchia casa padronale con un colpo alla testa procurato da un oggetto acuminato in legno.
Il delitto resta irrisolto. Per il carabiniere è un tarlo che gli rode dentro, fino a che dieci anni dopo, nel 2003, capita il secondo delitto: un colpo in testa con un oggetto acuminato in legno uccide anche un professore. De Luigi si rimette in moto e arriverà alla soluzione dei due casi.
Il libro (sarà presentato oggi, martedì 24 luglio alle 21.15 alla Porto Antico Libri, Palazzo Millo, Porto Antico di Genova, da Laura Guglielmi) scorre veloce, il taglio della Romagnolo è secco e avvincente. L’autrice riesce a scolpire i personaggi che entrano ben definiti nella storia: il medico legale, il pubblico ministero, lo strozzino ammanigliato politicamente, le donne. E la «donna», quella che riuscirà a rubare il cuore al protagonista.
Per la Romagnolo è un bell’esordio. Stupisce – alla prima opera – vederla padrona del meccanismo del giallo, dell’intrigo che si dipana aggiungendo ogni capitolo un tassello che porta alla verità. Si entra anche nella storia, con un carteggio – risalente agli anni del Fascismo – che chiarisce a ogni lettore qualche squarcio di verità.
E poi piace questo personaggio, il maresciallo De Luigi: intuito, profondità, lavoro, dirittura morale. Chissà che non nasca una «serie». Ancora ambientata nell’amato (Alto) Monferrato.

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