Un luogo chiamato Capanne

Nel 1949 Lucien Febvre scriveva che la storia si fa con i documenti scritti. Quando ce n’è. Altrimenti “con parole. Con segni. Con paesaggi e con mattoni. Con forme di campi e con erbe cattive. Con eclissi lunari e con collari da tiro”.
Sarebbe piaciuto allora, al padre della moderna disciplina storica, un giro alle Capanne. Luogo incontaminato, che porta addosso i segni di un passato di lunga durata, incisi nel muretto a secco degli antichi tratturi…

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Pubblicato su «A+» – maggio 2005

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