tre buoni motivi per la signora Egan

Leggo Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan. Tre buoni motivi per consigliarlo.

1) quello che c’è scritto nell’aletta è vero. E’ davvero «un’enorme epopea ottocentesca magistralmente travestita da ironico pastiche postmoderno» («The New York Review of Book»). Se qualcuno avesse problemi coi post-moderni americani, Egan è l’occasione per una felice riconciliazione

2) il 10° capitolo, scritto in seconda persona. Non è una novità (vedi per es. http://en.wikipedia.org/wiki/Second-person_narrative), ed è strada assai gradita ai post-moderni. Qui la genialata è usare la tecnica per esprimere il punto di vista di un aspirante suicida. Il capitolo si intitola “Fuori dal corpo” e comincia così: “i tuoi amici fingono di essere un sacco di cose, e il tuo specifico compito è quello di farglielo notare”. Il distacco dal sé – tema del racconto – è “dentro” la struttura profonda del racconto. E’ la struttura stessa del racconto.

3) Il 12° capitolo. Slides di Power Point mi tocca vederne tante. Mai che avessero così tanto da dire, e sapessero dirlo così bene.

Dimenticavo. Con questo romanzo la signora Egan ha vinto il Pulitzer 2011. Chapeau!

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