la masnà su Tuttolibri

Su La Stampa, inserto Tuttolibri del 24 marzo 2012, è uscita la recensione della Masnà.

Una donna cerca rifugio nell’immaturità

di Giovanni Tesio

Sempre i romanzi che discendono nelle generazioni hanno il fascino delle favole antiche ed esempi non mancano alle patrie lettere di ieri e di oggi, basterebbe pensare alla Hornby, alla Venezia, alla Murgia. Non fa eccezione La masnà della quarantenne Raffaella Romagnolo, alla seconda prova dopo il discreto esordio di quattro anni fa.  Un romanzo che non discende nella notte dei tempi più remoti e indistinti ma che riesce a tenere desta la tensione su situazioni assai più recenti: dagli Anni Trenta, circa, agli anni Novanta del Novecento. Tre generazioni che convivono intrecciando percorsi di vite diverse, di caratteri complessi, di segreti imperscrutabili e di tenacissimi silenzi.

A tenere le fila è Emma Bonelli, la giovane sposa non bella ma vitale che arriva nella casa dei francesi a servizio di due suoceri impossibili e di un marito inetto. Una donna sempre in faccende nella cui vita si incuneano gesti ordinari ma anche fatti più gravi (a uno di questi è legata un’ostinata spina di cui resta traccia non solo nei tormenti interiori ma anche in un recesso della casa dei Francesi, che ha parte influente nell’economia narrativa).

Un mondo duro e spietato. E che la Romagnolo – nostante qualche gonfiore – asseconda di buona mano, incrociando futuro e passato in aticipazioni e posticipazioni che hanno una funziona estranienate e vitale. Almeno quanto ne hanno gli inserti e gli intercalari dialettali, messi lì a fare macchia e a caratterizzare asprezze e tenerezze ambientali.

Emma ha due figli, Mario e Luciana. Ma è proprio Luciana «la masnà» (in piemontese «bambina») a dare il titolo al romanzo. Lei a fare prima l’operaia e poi la moglie di un uono, Franco Cermelli, che sprofonda la sua intera vita in un ristorante che ne esaurisce tutte le energie. Lei a comportarsi come una «masnà», a tenere gli occhi chiusi, a condursi con la pigrizia mentale di una donna di superfici che si autoconfina nell’immaturità.

Luciana e Franco hanno a loro volta una figlia, Anna, intelligente, studiosa, interiormente combattuta ma solidamente determinata (ed è proprio lei a fare il salto di qualità laureandosi con lode in Fisica ma soprattutto a suggerire alla madre la possibile via di una necessario compenso legato a un’eredità contestabile).

In questa storia di tempi e di stagioni, di nascondimenti e di rivelazioni, a stabilire una costante – insieme con la casa dei Francesivero e proprio cuore di tutto – sono i saliscendi del Monferrato, che s’affacciano alla pagina in scorci brevi e sintetici, insieme con le appendici di Casale, di Alessandria (la «grande città»), e della «piccola città» sulla strada per il mare in cui Franco Cermelli ha messo su il suo ristorante. Attraversato da vicende spesso grame e dalla guerra partigiana (apparizioni fugaci, come quella di Carlin d’la Moisa, a cui resta tuttavia legato l’episodio decisivo nella vita di Emma), un paesaggio in cui si riflettono gli enigmi di un mondo di durezze e di intralci. Ma anche i baluginanti appelli di un possibile – maturabile – riscatto.

Scarica il pdf dal sito di PIEMME

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One response to “la masnà su Tuttolibri

  • naty

    Ho terminato ,la lettura da poco del suo libro “La masnà”,certamente è frutto di una raccolta di ricordi,prevale a mio parere ancora una volta “il disagio femminile”associato ai momenti storici,mi hanno colpito gli aspetti di una certa crudeltà sottile che hanno caratterizzato l’esistenza di queste tre figure femminili,seppellire i ricordi tristi,che ritengo,indimenticabili.

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