La figlia sbagliata sul portale Sul Romanzo

Qui la bella recensione di Annamaria Trevale sul portale Sul Romanzo

La figlia sbagliata (Frassinelli, 2015) è l’ultimo romanzo di Raffaella Romagnolo, entrato nella rosa di dodici romanzi semifinalisti del Premio Strega.

La storia è ambientata in una cittadina di provincia senza nome nell’Italia settentrionale, dove vivono Pietro Polizzi e Ines Banchero: settant’anni lui e qualcuno in meno lei, sposati da quarantacinque, sono rimasti a vivere da soli nella loro casa, non particolarmente lussuosa, dopo che i due figli Vittorio e Riccarda, seguendo percorsi diversi, se ne sono andati.

In una sera qualsiasi, dopo aver cenato con il marito come sempre, Ines lava i piatti, ascoltando distrattamente un programma diffuso dal televisore acceso, e Pietro muore. Rimane immobile, seduto al tavolo appena sparecchiato, le mani appoggiate sulla Settimana Enigmistica a cui si stava dedicando, mentre un infarto fulminante devasta e ferma il suo grosso corpo da camionista invecchiato. Questa morte, che ci viene comunicata in un modo quasi brutale già nelle primissime righe del romanzo, immerge di colpo il lettore in una situazione drammatica, che si evolverà in una maniera del tutto imprevedibile.

Ines, infatti, non fa nulla di ciò che ci si potrebbe aspettare da una donna della sua età che si ritrovi in una situazione del genere: non chiama il medico, non chiede aiuto ai vicini di casa, non avverte i figli lontani. Continua, invece, a sbrigare le sue faccende e a muoversi per casa come se il marito fosse ancora vivo, inseguendo i suoi pensieri che non sono particolarmente felici.

Per quattro giorni, la vita di Ines Banchero va avanti come se non fosse successo nulla, e noi restiamo con il fiato sospeso, in attesa di capire cosa potrà accadere in seguito. Seguiamo i suoi movimenti dentro e fuori casa, le sue riflessioni, e veniamo trasportati a più riprese nel passato, dove conosciamo la giovane Ines, sua sorella Adele, l’incontro con Pietro.

E poi il matrimonio, la nascita dei due figli: Vittorio, il prediletto, e Riccarda, la ribelle.

È lei “la figlia sbagliata” a cui allude il titolo del romanzo, perché se il fratello è studioso, remissivo, sempre pronto a seguire i consigli materni per arrivare a costruirsi un’esistenza rispettabile, Riccarda sconvolge qualsiasi progetto di vita borghese che Ines possa immaginare per lei, abbandonando gli studi e intraprendendo una faticosa carriera di attrice teatrale.

Tra ricordi di vacanze al mare e di esperienze scolastiche, di occasioni mancate e di conflitti aperti, il quadro familiare che ci viene svelato, pagina dopo pagina, si rivela ben più complesso di come si poteva immaginare in partenza, e conduce il lettore a un finale che lascia una buona dose di amaro in bocca.

Di Raffaella Romagnolo ci erano piaciuti sia La masnà, saga familiare che attraverso le vite di tre donne, nonna, madre e figlia, faceva rivivere gran parte della storia italiana del ventesimo secolo, sia Tutta questa vita, incentrata sul delicato rapporto tra una ragazza adolescente e il fratello disabile. Nei suoi romanzi la famiglia è sempre al centro della trama, così come l’attenzione ai personaggi femminili, sia in positivo che in negativo, mentre quelli maschili sono spesso relegati in ruoli marginali.

Anche ne La figlia sbagliata, la famiglia Polizzi sembra reggersi esclusivamente sulle spalle di Ines, che caparbiamente si occupa della crescita dei figli, controllandone l’educazione e i progressi negli studi, mentre Pietro è spesso lontano, assorbito dal suo lavoro di camionista. La dedizione totale non è però immune da rimpianti e rancori, perché la giovane Ines possedeva un talento che è rimasto soffocato sotto le spoglie della brava casalinga, moglie devota e madre irreprensibile, che ha mostrato al mondo per tanti anni.

Con una scrittura incisiva, a tratti anche aspra, Raffaella Romagnolo racconta con bravura i tanti lati oscuri delle dinamiche familiari contemporanee: il mostrare apertamente la propria preferenza per un figlio rispetto a un altro, che può scatenare rancori e conflitti a volte insanabili, la diffusa latitanza dei padri, la capacità o meno dei figli di seguire la propria strada, la paura di deludere i genitori che può influenzare le loro scelte.

Tutti questi elementi fanno di La figlia sbagliata un romanzo molto attuale, che ci offre numerosi spunti di riflessione.

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