aspettando Di luce propria/1

Non sono preoccupata. Noi siamo chiusi in casa ma i libri girano. I librai girano, angeli custodi, consiglieri spirituali. Altro che un algoritmo, perché i libri li leggono e ti conoscono davvero, sanno cosa fa al caso tuo.

Non sono preoccupata perché le piattaforme on line consegnano anche nei posti più sperduti. Una mano santa per chi un libraio di fiducia non ce l’ha.

Non sono preoccupata perché le persone leggono più di prima. Lo dice l’AIE, mica io. Hanno ricominciato a leggere. Hanno capito. Di tutti i cambiamenti di questo tempo feroce, non il peggiore.

Quindi non sono preoccupata. Ma tesa sì. Nervosa. Intrattabile, anche. Di più, spaventata.

Mi capita ogni volta. Non è colpa della zona rossa, della pandemia. È la stessa sensazione provata da bambina, a bordo vasca, la prima volta che l’istruttore ha detto: “oggi tuffi”. Lui si chiamava Osvaldo, era terribile ma ho ubbidito. Una volta, due, tre. Al quarto tuffo, la paura era passata. Con i libri non mi passa: il settimo è come il primo. Sarà che ci metto una vita a scriverli. Tre anni, a questo giro. Sarà perché ci metto dentro tanta vita. La mia.

Insomma, si intitola “Di luce propria”, esce per Mondadori il 30 marzo e lo potete preordinare sulle principali piattaforme on line. Potete anche prenotarlo al vostro libraio di fiducia, alla vostra libraia del cuore. Se tutto andrà bene, terrà aperto. Se invece fosse necessario chiudere, e speriamo di no, igienizzerà per bene la vostra copia, aggiungerà i suoi saluti e gli auguri di Pasqua su un cartoncino colorato, la chiuderà in un bel pacchetto e ve la porterà a casa. Sorridendo.

(La magnifica piscina nell’immagine è stata progettata da Carlo Cocchia nel 1940 e fotografata da Mario Ferrara. Altre immagini le trovate qui)

La copertina no, non la metto ancora. La copertina la prossima volta, così magari ve la racconto un po’. Vi faccio, ci facciamo compagnia, se vi va.