la selva oscura come non l’avete mai vista

“Dante barattiere, per lucro privato? Certo no; ma un Dante che trovandosi al governo accetta di fare qualche pressione nell’interesse del partito, per evitare che un certo incarico vada alla persona sbagliata, o per garantire un finanziamento agli amici, be’, questo francamente non appare proprio impossibile”.

La baratteria è il termine generico con cui si indicavano nel Medioevo corruzione, concussione e peculato, e Barbero non sbaglia un colpo. Qui, la selva oscura come non l’avete mai vista. Chissà che ne diranno i dantisti. Per quel che mi riguarda, avercene.

#Dante #AlessandroBarbero #instabooks #libribelli #libriLaterza

viatico per il nuovo anno

“Quando scrive, Emily si annulla. Scompare dietro il filo d’erba che, senza di lei, non avremmo mai visto. Non scrive per esprimersi, che orrore, questa parola le ricorda espettorare, in entrambi i casi il risultato non può che essere un umore appiccicoso, pieno di catarro; non scrive per distinguersi. Scrive per testimoniare: qui è vissuto un fiore, per tre giorni di luglio dell’anno 18**, ucciso una mattina da un acquazzone”.

(Piccolo libro prezioso, biografia non parendo, viatico per un anno che vorrei toccato dalla grazia della contemplazione)

#emilydickinson #dominiquefortier #lesvillesdepapier #alteregoedizioni #libribelli

Montessori inspiring

Viviamo tempi complicati ed è stato necessario annullare il terzo incontro di Sconfinamenti. Avrei voluto discutere di tante cose con Cristina de Stefano, l’autrice di «Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori», edito da Rizzoli all’inizio dell’estate.

Per ricostruire la vita della pedagogista (mai etichetta fu più limitante), De Stefano ha visitato archivi in mezzo mondo e ha messo insieme una corposa bibliografia. L’apparato finale dà conto di questo importante lavoro. Il testo corre invece leggero, sgranando i momenti essenziali della biografia in capitoletti tanto agili quanto centrati all’obiettivo: lasciare da parte le (potenzialmente) infinite disquisizioni sul Metodo Montessori concedendo tutta l’attenzione alla protagonista. Interessante – e tanto – di per sé.Due riflessioni allora, nel breve arco di attenzione che un post può conquistarsi.La prima: la scuola che Montessori frequenta da bambina è quella del libro Cuore di Edmondo De Amicis (1886). Un mondo pressoché maschile dove alle femmine resta (solo) l’esercizio della maternità (la mamma, la “maestra-mamma”, la sorella maggiore facente funzione…). Nonostante il profluvio di buoni sentimenti, la regola tra i banchi deamicisiani è la competizione (punizioni, rabbuffi, medaglie e primi della classe). E il bambino “buono” – da lodarsi, da portare ad esempio – è quello che si comporta da adulto. L’infanzia tutta, diciamolo, era a quei tempi una specie di malattia da curare. Ora, basta avere solo un’infarinatura del Metodo, per rendersi conto della capacità visionaria che Montessori ha avuto provenendo da quella scuola lì, da quel mondo lì. Che è poi il talento di rivoltare la realtà come un calzino e, en passant, rendere la nostra vita migliore. Dote che è di pochi, e grandissimi. E siccome grazie a questa dote Montessori ci ha cambiato la vita a tutti noi studenti e insegnanti e genitori, meriterebbe di stare nei libri di storia del pensiero (Non solo pedagogico. Il fatto che non ci sia è cosa che, temo, ha anche a che fare con il fatto che si chiama Maria e non Mario).

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Grazie, Richard Powers

Richard PowersIl primo giorno di primavera – questa strana primavera della pandemia – Cultweek ha pubblicato un mio breve contributo su Il sussurro del mondo di Richard Powers, premio Pulitzer 2019 per la Narrativa. Eccolo.

Ho scritto il romanzo che volevo leggere, ricordo di aver detto una volta, forse a proposito de La masnà. È un’affermazione presuntuosa: che ne so che un libro del genere non esista già? Magari l’ha già scritto qualcun altro, e meglio. Non li ho mica letti tutti. Sono passati un po’ di anni e ancora mi vergogno.

Eppure, dietro certe dichiarazioni avventate, c’è una sensazione molto netta, che ti prende quando ti viene l’idea per una nuova storia. Che nessun altro la possa scrivere. Perchè è la tua idea, la tua storia. Continua a leggere “Grazie, Richard Powers”