letteratura? non è un lavoro da donne

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La letteratura non è un lavoro da donne, disse Robert Southey, poeta laureato e mezzo parente di Coleridge, a Charlotte Bronte. Tutti i dettagli nella sesta puntata del mio Manuale per scrittori di successo, qui sotto e naturalmente su Cultweek.

Il 29 dicembre 1836 Charlotte Brontë ventenne imbusta un fascio di sue poesie, acclude una lettera di accompagnamento, raggiunge l’ufficio postale dell’oscuro borgo in cui vive e spedisce il plico a Robert Southey, poeta laureato e mezzo parente di Coleridge. La giovane chiede un parere e un paio di mesi dopo Southey le risponde cortese, ma secco: «La letteratura non può essere impegno femminile, non lo dovrebbe essere. Intenta a disimpegnare i doveri del suo stato (her proper duties), non potrà dedicarsi allo scrivere, anche solo come evasione e passatempo». Sono buoni i testi di Charlotte? Sono una schifezza? Non importa: la letteratura non è un lavoro da donne. Continua a leggere

ripassate, per favore

Fitzgerald mare

Qui sopra Francis Scott e Zelda Fitzgerald a Myrtle Beach, nel giugno del 1937. Ma ci va in vacanza lo scrittore di successo? Per chi si fosse perso qualche episodio, ecco qui un riassuntino delle puntate precedenti. Il mio manuale per scrittori di successo lo trovate tutto intero su Cultweek

Ma ci va in vacanza lo scrittore di successo? Con argomenti inoppugnabili Natalino Balasso è convinto di sì (guardatelo, dura solo due minuti). Sentiamoci quindi autorizzati a far le valigie, che se ne riparla a settembre.

Se però qualcuno provasse un certo senso di colpa a mollare tutto (i sensi di colpa sono frequenti negli scrittori di successo), ecco un riassuntino delle puntate precedenti, così in ferie ripassate. 
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vedete di nascere in provincia

Paolo ConteQuinta puntata del mio Manuale per scrittori di successo (su Cultweek qui, con i video e tutto quel che serve). Che c’entra Paolo Conte? Se ve lo state domandando, vuol dire che non ci siamo…

Il quinto segreto del successo l’ho scoperto nella piazza d’armi della Cittadella di Alessandria la sera del 9 luglio 2010. Buio torrido, zanzare feroci. Laggiù, la conchiglia scintillante del palco su cui Paolo Conte si esibisce con i suoi musicisti. Alla fine di un brano (Happy feet? Diavolo rosso?), il maestro fa un cenno, si alza in piedi, si sfila via dall’immenso pianoforte a coda, a passi incerti raggiunge il microfono ad asta montato al centro del tavolato e attacca Una giornata al mare (o Hemigway o Novecento). E io ho tre minuti circa per guardarmelo tutto intero. Continua a leggere

coraggio, disse il Re

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Qualche giorno fa Cultweek ha pubblicato la terza puntata del mio manuale per scrittori di successo. Qui sotto riporto il mio testo, ma se andate sul link vi godete anche le le immagini e i video scelti dalla redazione.

Nel 1961 Stephen King ha quattordici anni e vive con la madre Nellie e il fratello maggiore Dave a Durham, paesino nel Maine che non arriva a mille abitanti. Adora i film dell’orrore. Passa al cinema interi sabati pomeriggio, tra cadaveri, sangue e squartamenti, e senza neanche il conforto dei popcorn, perché non se li può permettere.

Un pomeriggio vede Il pozzo e il pendolo: titolo e situazione da Edgar Allan Poe, regia di Roger Corman, sceneggiatura di Richard Matheson (quello di Io sono leggenda). Per gli appassionati, un capolavoro; per il giovane King, la folgorazione. Continua a leggere