Respira con me secondo Alleyoop – Il sole 24 ore

Diventare adulti vuol dire, soprattutto, diventarsi genitori. Affrancarsi dalle figure materna e paterna, accettarne la separazione, e concedersi di essere altro che un figlio. Respira con me è una storia profonda e disperata in cui il protagonista affronta senza scampo questo strappo. Il rito di passaggio avviene su una montagna, tra cime benedette dalle aquile e boschi accecanti nel buio notturno. Qui un padre e un figlio accetteranno entrambi il dolore di aver perso la donna delle loro vite, ma al figlio sarà richiesto uno sforzo ulteriore: salvare il padre, accettando la responsabilità in modo adulto dopo mesi di inerzia e vuoto. La scrittura è ricca di dettagli e di azione, quasi non ci si accorge di quanta contemplazione contenga in realtà.

Così Letizia Giangualano il 23 dicembre 2019 su Alleyoop – Il Sole 24 ore. Qui l’articolo completo.

Sul perchè una storia di montagna (note a margine di Respira con me)

montagna Respira con me

Comoda la vita nei romanzi. Prendete Amedeo, il protagonista di “Respira con me”. Sedicenne, che significa problemi, e vita incasinatissima. Gli bastano un paio di giorni in montagna (e un paio di notti) per imparare un mondo di cose su di sé, sul padre, la madre, il fratello, sull’amore, il dolore e la paura. Quarantotto ore, pari a circa 133 pagine, pochissime. Un romanzo non è la vita, checché ne dicano i professori. Al massimo, è un corso accelerato di vita.
A imparare qualcosa in montagna io ad esempio ho impiegato anni. Scarpinate, insolazioni, acquazzoni, rifugi, guide, cadute, corse, temporali, serpenti, spaventi. E, a conti fatti, ho imparato cinque o sei cosette, non di più.
La fatica è un piacere.
In cima sei solo a metà.
Niente illusioni: la discesa può essere peggio della salita.
Una meta serve. Senza, non si va – letteralmente – da nessuna parte.
La meta non esiste, esiste solo il percorso.
Non sei ancora arrivato, e già pensi a ripartire.
Rileggo. Nella scrittura è uguale, penso.
A scuola – faccio l’insegnante – uguale.
A scuola – quando ero studente – uguale.
La montagna allora è Scuola, cioè un posto dove impari quello che serve a stare al mondo. E di colpo capisco perchè il mio sedicenne incasinatissimo l’ho spedito a conquistare Punta Liberté

I romanzi per ragazzi non esistono (note a margine di Respira con me)

Non date retta ai cattivoni del marketing editoriale: i romanzi per ragazzi non esistono. Parlo con cognizione di causa, avendone scritto uno.
Prima di scriverlo, credevo anch’io che esistessero. Ma la scrittura è ricerca, azzardo, scoperta, oppure non è. E se una mattina ti metti al tavolo, apri il notebook, avvii il programma, controlli di aver con te il necessario – trama, intreccio, personaggi – se una bella mattina decidi di metterti a caccia del tuo romanzo, non puoi poi lamentarti se non trovi quello che pensavi di trovare. Così funziona, quando funziona.
Esistono, questo ho scoperto, romanzi per principianti. E spero di tutto cuore che Respira con me sia appunto questo, un romanzo per principianti. Participio presente di “principiare”, voce rara per “cominciare”. Comincianti. E i ragazzi, e le ragazze, sono principianti. La vita è intatta, beati loro, una mela da addentare.
Provo a spiegarmi. Facciamo finta di essere in montagna, visto che Respira con me è (anche) una storia di montagna. Ora, in montagna i sentieri più comodi, senza strapiombi o tratti scivolosi, hanno l’etichetta T, che sta per Turistico. L’unico requisito è che tu sappia camminare. Poi ci sono i sentieri E, Escursionistico, ed è bene che tu indossi un paio di scarponcini con la suola scolpita, e gli itinerari EE, per Escursionisti Esperti, con qualche passaggio più impegnativo. Ci sono anche le vie alpinistiche, che richiedono corda, ramponi e caschetto, con etichette come F di Facile oppure D di Difficile. Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Ma tutti, proprio tutti i percorsi, dal T di Turistico al D di Difficile, vanno nello stesso posto: in montagna. E allo stesso modo i romanzi – tutti i romanzi, compresi quelli per principianti – si addentrano in quel magnifico luogo mentale, in quell’invenzione tutta umana fatta di precipizi e panorami mozzafiato che è la letteratura. I libri per principianti sono, semplicemente, sentieri adatti a tutti. Non servono corda e piccozza, e non bisogna aver fatto le scuole alte: basta saper leggere.