La masnà

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Edizioni PIEMME 2012

Non è stupefacente, dice Anna ridendo, guarda in che posto banale, qualunque, in che   cantuccio da niente è andata a ficcarsi la libertà.

Che cos’è la libertà? Difficile dirlo per Emma Bonelli, che sulle colline del Monferrato piemontese nell’aprile del 1935 per la prima volta varca la soglia della casa dei Francesi, come sposa del ciabattino zoppo che le hanno dato per marito. Emma è una contadina che ha la terza elementare. La sua dote è misera. Però è una gran lavoratrice, e per questo i Francesi l’hanno voluta come nuora. Anche per sua figlia Luciana, libertà non è che una parola lontana. Solo una volta l’ha quasi assaporate quando le è stata offerta l’occasione di realizzare il sogno di diventare sarta, ma poi il marito la figlia, la casa, la vita hanno preso il sopravvento. Forse solo Anna, nata negli anni Settanta, l’unica donna nella famiglia a poter proseguir gli studi, spezzerà la catena di rinuncia e sottomissione a cui ha visto piegarsi la madre la nonna. Emma, Luciana, Anna, tre donne diverse, ugualmente legate con la mente e il cuore alla vecchia casa in collina, obbligate a lasciarla dai rivolgimenti della Storia e dalla durezza dei rispettivi destini. Tutte, dolorosamente, desiderose di tornarvi. E tutte, in modi diversi, masnà, bambine. In un gioco di sorprendenti rivelazioni, miserie quotidiane e commoventi eroismi, questo romanzo è la storia di una scelta difficile e coraggiosa: romper l’esilio, tornare alla casa dei Francesi, decidere della propria vita, sentirsi libere. Perfino di sbagliare. E smettere, finalmente, di essere masnà.

La masnà è finalista nel Gran Premio delle lettrici di Elle 2012. Ha vinto il premio L’amaca 2012. E’ stato tradotto in Francia nel 2017 dall’editore Les Escales.

Scarica gratis il primo capitolo dal sito di PIEMME

Hanno detto:
Una grande saga famigliare… un romanzo che resterà… pagine da antologia per intensità e capacità di penetrazione nell’animo della donna
Giovanni Pacchiano – Il fatto quotidiano

Pagine dallo stile impeccabile e dai dettagli spietati
Manuela Grassi – Gioia

Viene subito in mente L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, anche per l’effetto di immersione amorosa e totale che ottengono la scelta delle immagini e la naturalezza delle descrizioni
Antonia Arslan – Famiglia Cristiana

Un’opera affascinante
Daniele La Corte – Il secolo XIX

La qualità fondamentale della narratrice piemontese è quella di tenere saldamente in mano un intreccio complesso … la tessitura del romanzo è dunque preziosa e funzionale
Matteo Giancotti – Il Corriere della Sera

Nozze, molestie sessuali familiari, battesimi, testamenti. Anna, la nipote, avrà forse un futuro migliore. Grazie anche a Luciana, la masnà, il cui destino Raffaella Romagnolo racconta con indomita passione.
Mauro Anselmo – Panorama

Una narrazione avvincente, costruita con una solida e naturale padronanza di mezzi, una lingua curata e ironica, un punto di vista originale e di ampio respiro
Stefano Moretti – L’indice

Storie corali (…) gli amori, i tradimenti, le violenze e gli slanci, le guerre, le miseria e il riscatto, le speranze e quelle mille altre cose che compongono la vita delle persone, nella quale, assieme alla tensione verso la felicità, la voce del dolore è qualcosa di inevitabile che preme e spinge.
Ugo Riccarelli – Il Corriere della Sera

Dans une langue très maîtrisée, ce premier roman va et vient entre époques et personnages. Le tout pimenté par les saveurs, odeurs et souvenirs où baigne cette maison de famille encore riche de mystères.
Florence Courriol-Seita su Le Monde

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