I più amati

Piccolo ma – per me – prezioso. Una miniraccolta di contributi dedicati ad autori che ho letto e indagato con la dedizione del discepolo. Tra gli altri, Gabriel Garcia Marquez, Stephen King, Elisabeth Strout, J.K. Rowling, Charlotte Brontë e persino Paolo Conte.

Una prima versione era uscita qualche anno fa sul portale Cultweek con il titolo di “Manuale per scrittori di successo”. Ripensati, ampliati e rimontati, li pubblica adesso Diogenes Verlag nella collana #Minutebooks, tradotti da Maja Pflug. E io sono molto contenta.

Le buone torte di Anthony Trollope

torta

Questo articolo è uscito su Cultweek qualche giorno fa, con il titolo “Manuale per scrittori di successo”.

Nel 1866 lo scrittore Anthony Trollope, i cui romanzi si vendono benissimo, va in crisi. Qual è il segreto del successo? I suoi libri funzionano perchè sono buoni o perchè sulla copertina c’è scritto Anthony Trollope? Non ci dorme la notte.

Ma chissenefrega, direbbe uno scrittore italiano, ma Trollope è inglese. Per togliersi il dubbio, scrive il romanzo Nina Balatka, storia a suo dire ben congegnata, e lo pubblica in forma anonima. Ai critici piace. Vendite, pochine. L’anno successivo rilancia con l’anonimo Linda Tressel. L’editore fa due conti, poi, per dirla con l’elegante prosa trollopiana dell’autobiografia, «declinò il terzo tentativo».

Peccato. Avrei preferito il Lieto Fine, ossia: i Libri contano più dell’Autore. Peccato d’orgoglio, soprattutto: avendo solitamente un Ego abbastanza sviluppato, l’Autore vuole il successo per ciò che scrive (é) adesso, non per ciò che scrisse (fu) una volta. (C’è cascata pure l’immensa Rowling. Nel 2013 pubblica un giallo firmandolo Robert Galbraight. Bellino, dicono i critici, bellino per un esordio, ma il primo rendiconto è di 1500 copie e a quel punto Mrs. Rowling inghiotte l’orgoglio, si trasforma in uno scrittore italiano, convoca i giornalisti e fine della storia). Continua a leggere “Le buone torte di Anthony Trollope”