I più amati

Piccolo ma – per me – prezioso. Una miniraccolta di contributi dedicati ad autori che ho letto e indagato con la dedizione del discepolo. Tra gli altri, Gabriel Garcia Marquez, Stephen King, Elisabeth Strout, J.K. Rowling, Charlotte Brontë e persino Paolo Conte.

Una prima versione era uscita qualche anno fa sul portale Cultweek con il titolo di “Manuale per scrittori di successo”. Ripensati, ampliati e rimontati, li pubblica adesso Diogenes Verlag nella collana #Minutebooks, tradotti da Maja Pflug. E io sono molto contenta.

letteratura? non è un lavoro da donne

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La letteratura non è un lavoro da donne, disse Robert Southey, poeta laureato e mezzo parente di Coleridge, a Charlotte Bronte. Tutti i dettagli nella sesta puntata del mio Manuale per scrittori di successo, qui sotto e naturalmente su Cultweek.

Il 29 dicembre 1836 Charlotte Brontë ventenne imbusta un fascio di sue poesie, acclude una lettera di accompagnamento, raggiunge l’ufficio postale dell’oscuro borgo in cui vive e spedisce il plico a Robert Southey, poeta laureato e mezzo parente di Coleridge. La giovane chiede un parere e un paio di mesi dopo Southey le risponde cortese, ma secco: «La letteratura non può essere impegno femminile, non lo dovrebbe essere. Intenta a disimpegnare i doveri del suo stato (her proper duties), non potrà dedicarsi allo scrivere, anche solo come evasione e passatempo». Sono buoni i testi di Charlotte? Sono una schifezza? Non importa: la letteratura non è un lavoro da donne. Continua a leggere “letteratura? non è un lavoro da donne”