scrive Fruttero

Mi piace l’idea di onorare Carlo Fruttero pubblicando l’articolo che lui stesso scrisse alla scomparsa dell’amico Franco Lucentini. Si intitola «Con Lucentini aspettando Godot». E’ uscito nel 2002 su Tuttolibri, credo, ed ora chiude l’imperdibile volume “I ferri del mestiere“.

Scrive Fruttero: c’è stato un tempo, una quarantina di anni fa, in cui qualche amico di passaggio ci paragonava scherzosamente a Bouvard e Pécuchet. Ci vedeva lì fermi col mento in mano Continua a leggere


fuori posto, dentro la vita

Martedì sera, Asti, Teatro Alfieri, quinta fila. Seduti sulle poltroncine rosse, gli occhi verso i palchetti dorati, ci sentiamo un po’ fuori posto. Intorno a noi solo studenti e professori. E’ serata per le scuole, spiegano dal palco, nel format è compreso il dibattito finale, sul manifesto non c’era scritto o non lo abbiamo visto, penso. Ci saremmo messi in macchina lo stesso? Centoquarata chilometri tra andata e ritorno in un giorno feriale e quindi lavorativo, rischiando la nebbia? Ormai siamo qui. Attirati dal titolo: Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi.

Sul palco Domenico Scarpa si finge intevistatore. Levi risponde con voce di Walter Malosti e parole proprie. Testi che Scarpa ha scelto con cura. Per un’oretta viaggiamo Continua a leggere


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