Al via “Sconfinamenti”

LOCANDINA SCONFINAMENTI 2020L’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato mi ha chiesto di coordinare una piccola rassegna letteraria da tenersi nel mese di agosto. Libri e vino, insomma.

Ma perchè “Sconfinamenti”?

Perchè dopo mesi di confinamento forzato abbiamo tutti voglia di tornare a incontrarci, in sicurezza, facendo quello che ci piace fare. Ad esempio parlare di libri, e bere un buon bicchiere in compagnia.

Perchè la parola sconfinamento rimanda a qualcosa di sconfinato. E il mondo dei libri è quella cosa lì: sconfinato.

Perchè la mia terra è di confine, Piemonte e Repubblica di Genova, pesto e dolcetto, aria di mare e montagna selvaggia. Sul confine, da queste parti, abbiamo costruito la nostra casa.

Parteciperanno alla rassegna Enrico Camanni (7 agosto), Alessandro Barbaglia (13 agosto) e Cristina De Stefano (27 agosto).

Vi aspetto!

 

 

La figlia sbagliata per “L’immagine stregata”

Il mio romanzo La figlia sbagliata, già candidato alla settentesima edizione del Premio Strega, è stato selezionato  per “L’immagine stregata”, progetto finalizzato a costruire sinergie tra la narrativa di qualità e il mondo del cinema e della televisione. Il progetto vede la collaborazione della Fondazione Bellonci, organizzatrice del Premio, con la Roma Lazio Film Commission. Qui trovate il mio video di presentazione. l'immagine stregata ROMAGNOLO

Una coperta di neve di Enrico Camanni

Sull’inserto Tuttolibri de La stampa del 3 maggio 2020 è uscita questa mia recensione del bel giallo Una coperta di neve di Enrico Camanni.

Primo giorno d’estate, monte Bianco, versante italiano. Fa caldo, troppo. Un seracco si stacca, una valanga di neve marcia seppellisce una cordata. Martina Argenti e il fidanzato la schivano per un soffio e avvertono il soccorso. L’elicottero sale, la squadra si mette all’opera, il cane fiuta qualcosa e la «neve cemento» restituisce «una donna vestita da alpinista». Viva. Sola.

Lei non ha documenti e non ricorda nulla, neppure il suo nome. L’imbrago che indossa è assicurato a una corda ma all’altro capo non c’è nessuno. La fune è integra, né tagli né strappi. Come se, in quel deserto di ghiaccio, qualcuno si fosse volontariamente slegato. Per quale motivo? Per andare dove? Mentre la donna raggiunge l’ospedale, le guide perlustrano il pendio, scavano, insistono ma niente. Neanche il cane sente altri odori. Che fine ha fatto il compagno di cordata? Continua a leggere